8 febbraio 2026
Is 58,7-10 Sal 111 1Cor 2,1-5 Mt 5,13-16
VOI SIETE…!
Dopo le beatitudini di domenica scorsa Gesù ci sorprende con questo VOI così diretto con cui ci apostrofa: voi, esattamente voi! siete il sale della terra…. E’ un voi rivolto alla nostra assemblea, a ciascuno di noi oggi: quel voi siete il sale, voi siete la luce riguarda direttamente ognuno di noi! La nostra prima reazione immediata è forse dire: “Io? Io sale? Io luce? In che senso?” Forse pensiamo che, in caso, occorra diventarlo attraverso molti sforzi… Ma Gesù non dice così, dice che lo siamo, lo siamo già come dono immeritato e gratuito del nostro essere con Lui. Il nostro battesimo, la nostra unione con Lui ci ha reso tutti sale e luce…! Ma ne siamo consapevoli?
Occorre sentire tutto l’amore con cui Gesù ci scuote dicendoci voi siete il sale, voi siete la luce... Dovremmo esserne rincuorati: tutti noi, a causa della cattiveria che vi è nel mondo, certamente incontriamo difficoltà nella vita; ciò nonostante vale la pena impegnarsi per custodire in noi quel sale e quella luce profetica che ci sono state donate! Ma occorre sempre consapevolizzarci maggiormente: cosa significa essere sale della terra e luce del mondo?
A cosa può riferirsi poi l’invito del Vangelo di oggi di non gettare il sale!? Qual è il sale che rischiamo di buttare via? Probabilmente gettiamo sale quando tante volte siamo bravi a lamentarci e criticare, senza però assumerci le responsabilità di fare qualcosa…Gettiamo il sale quando, sfiduciati, non crediamo di essere noi stessi sale e luce, e ci gettiamo via, trascurando i nostri doni e, sfiduciati di noi stessi, teniamo chiusi e fermi nel cassetto i nostri sogni lasciandoci vincere dalla paura….
-Il sale ci parla innanzitutto di sapienza: essa c’insegna a fare i passi secondo la nostra gamba, senza lasciarci prendere da quelle tentazioni di voler strafare che hanno portato molti cristiani allo sbaraglio! Guai a voler fare il passo più lungo della gamba: il rischio sarebbe, alla fine, di essere travolti dalle troppe cose! La vera carità necessita di quel sale che è il senso della misura, quella intelligenza, che ci rende discreti, ogni esagerazione invece viene dal maligno, ed indica poca sapienza, poco discernimento.
-Una seconda caratteristica del sale è di essere invisibile. Nella minestra il sale non lo si vede, ma c’è e si sente! Così l’amore è discreto, fino a rendersi invisibile, ma c’è e si sente! Quando qualcuno, nella chiesa, cerca visibilità, dovremmo preoccuparci e capire come mai… L’amore vero infatti ama rendersi invisibile, il suo unico desiderio è trasformare e dare nuovo sapore a ciò in cui penetra. I discepoli di Gesù sono chiamati ad entrare nelle situazioni rinnovandole, facendo il bene con grande discrezione.
-Una terza caratteristica del sale è d’insaporire un cibo: non si mangia mai da solo! Altrettanto il vero amore non è mai fine a sé stesso, non è mai chiuso in sé, ma ha come scopo quello di dare vita e sapore agli altri a cui si dona!
-Anche l’immagine della luce descrive bene la carità cristiana. Chi ama diventa come una luce accesa che rischiara gli altri. Quando cerchiamo di essere fedeli alla Parola, anche senza accorgercente, nè averlo direttamente voluto, diveniamo un punto di riferimento. Magari noi stessi stiamo attraversando difficoltà e prove, ma se riusciamo (per Grazia) ad essere stabili e perseveranti nell’amore diveniamo comunque una luce accesa nella notte! Come la Parola di Dio è luce per i credenti, così la fedeltà e la stabilità nel nostro amore per Cristo diviene punto di riferimento stabile nella comunità dei credenti…
Purtroppo la sfiducia in noi stessi, la poca stima e la poca consapevolezza che abbiamo dei doni ricevuti da Dio, così come la nostra poca coscienza di essere già luce e sale della terra, finiscono col farci correre il rischio di mettere sotto un secchio (il moggio evangelico) quella vita e quell’amore che ci sono stati donati! Metterli sotto un secchio equivale a gettare la spugna di fronte alle sfide della vita. Ma la nostra vita, quando è messa sotto un secchio, così come un lume, si spegne! A volte sono gli altri a gettare un secchio sopra di noi! Magari avevamo acceso, e mantenuta accesa con impegno e fatica, una piccola fiammella nel cuore, ed ecco arriva qualcuno a gettarci un secchio di svalutazione e sfiducia addosso!
Recuperiamo allora la consapevolezza di essere luce e sale! Difendiamo con le unghie e con i denti questa consapevolezza: non permettiamo a nessuno di spegnerla! Se dovesse accadere, domandiamo con fiducia al Signore di esserne liberati: sia Lui stesso a farci uscire da questo secchio! Rivolgiamoci a Lui con fiducia perché non si spenga mai in noi la gioia d’essere luce e sale per Suo Amore….
La nostra vita in realtà, è (dovrebbe o può essere) come una piccola opera d’arte in cui quello che conta davvero, alla fin fine, non sono né i successi, né la correttezza formale del rispetto esterno o letterale di tutte le regole, ma quella passione del cuore ed originalità dell’anima, con cui operiamo scelte personali e coraggiose che esprimano l’amore e la presenza di Dio nella storia.
Possiamo lasciarci alla fine con un paio di domande:
-Quali significati esistenziali sto cercando di trasmettere attorno a me con le mie scelte di vita?
-Sono vigile nel mantenere accesa la luce della mia vita che ha il suo fuoco incandescente nell’amore di Dio presente nella mia anima?

