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Comunità OFM Convento Eremo S. Felice - Cologna Veneta (VR)

Eremo San Felice

VI Domenica del Tempo Ordinario Anno A

2026-02-14 20:54

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Riflessioni,

VI Domenica del Tempo Ordinario Anno A

15 febbraio 2026 Sir 15,16-21   Sal 118   1Cor 2,6-10   Mt 5,17-37 LA TUA PAROLA E' LA MIA STRADA! Continuiamo in questa domenica, come faremo ancora

15 febbraio 2026

 

Sir 15,16-21   Sal 118   1Cor 2,6-10   Mt 5,17-37

 

LA TUA PAROLA E' LA MIA STRADA!

 

Continuiamo in questa domenica, come faremo ancora nella prossima, la lettura del capitolo quinto di Matteo; in queste domeniche siamo chiamati a cogliere tutte le feconde conseguenze del sermone delle Beatitudini ascoltato due settimane fa. In esse Gesù proclamava la sua nuova legge, capace di rinnovare da dentro la prima, quella dell’antica alleanza.

Quanto predicato da Gesù stava però creando molto sconcerto in mezzo ai suoi …! Tutti infatti in Israele erano convinti che il Messia , una volta giunto, avrebbe posto fine all’umiliazione di Gerusalemme sconfiggendo i nemici, e dando ad Israele la vittoria. Gesù invece con la sua predicazione, e con le sue scelte, deludeva queste attese, insegnando che sarebbero state realizzate in un senso del tutto diverso!

 

Può forse aiutarci ricordare come in Israele la parola legge, in ebraico si traduca torah, termine che deriva da un verbo che significa scagliare una freccia, per cui torah indica l’azione dell’indicare una direzione. La legge quindi non era una fredda normativa data da una serie di regole, ma piuttosto una narrazione in cui, attraverso la storia di un popolo, ognuno poteva trovare riflessa la propria esperienza, imparando così la sapienza, e a rispondere alle domande su quali scelte fare nella vita. Insomma la legge in Israele più che una serie di regole da osservare, si presentava piuttosto una sapienza da vivere.

 

Qui Matteo ci sta illustrando come Gesù stia rileggendo la torah antica alla luce del grande precetto dell’amore, fornendo una nuova sapienza. Mi pare utile partire da qui per comprendere di cosa Gesù stia parlando oggi. Quali sono i precetti a cui allude e che si realizzeranno in modo inatteso?

Sono le beatitudini: come nella prima legge molti si contentavano di osservare solo i precetti più gravi, così anche adesso, nel vivere le beatitudini molti si contentano del minimo senza preoccuparsi di andare a fondo. In altri termini: molti sì, approvano e lodano le beatitudini, ma solo pochi cercano poi di viverle con scelte decise e coraggiose. Per spiegare qual’ era il passo in avanti che si attendeva, Gesù fa quattro esempi partendo da quattro precetti: non uccidere, non commettere adulterio, non praticare il divorzio, non giurare.

 

La logica seguita da Gesù è, in buona sostanza, quella di farci superare un’interpretazione letterale, per sintonizzarci invece con il cuore del precetto! Così ad esempio il comandamento di non uccidere interpretato nella nuova legge dell’amore di Gesù non si limita al non uccidere materialmente, ma si estende al non mantenere vivo in noi l’odio verso il prossimo, cercando nuove capacità di riconciliazione con chi ci ha fatto del male, o con cui siamo in conflitto….

 

Anche per l’adulterio dovremmo prendere in considerazione come ci siano molti modi di viverlo: a volte alcune amicizie, sentimenti, relazioni sono già degli adultéri anche senza anche senza comportamenti esterni. Il fatto è che quando ci lasciamo assorbire da stati d’animo disordinati possiamo provocare seri danni a noi stessi, ai nostri famigliari, ed agli altri.

 

Per quanto riguarda il divorzio Gesù lo indica come una scelta di morte, e ci esorta a non cadere nella mentalità corrente tante volte minimalista, o banalizzante. Non rende un buon servizio chi è troppo veloce nell’abbassare l’asticella…. Questo, ovviamente, non dà a nessuno il diritto di giudicare, condannare od emarginare chi si è trovato, o si trova in grandi difficoltà nel cercare di vivere il progetto cristiano del matrimonio!

 

Infine l’ultimo caso, quello del giuramento su Dio: qui Gesù invita a considerare come nel giuramento si possa nascondere da una parte una concezione pagana di Dio, visto come un vendicatore pronto a punire i bugiardi, dall’altra uno stile relazionale in cui la sfiducia, il sospetto, e la scorrettezza la fanno da padroni. Tutte cose inconcepibili in una comunità che, come quella dei credenti, dovrebbe essere invece guidata da uno stile che bandisce la menzogna. Il non riuscire a dirsi la verità è indice che qualcosa nella relazione non funziona, perchè manca di libertà e trasparenza. Come mai? Cosa sta capitando?

 

Gesù vuole farci crescere, e fiorire in una vita nella quale possiamo vivere delle relazioni vere e libere nella franchezza, e nell’amore, ma ne siamo disposti? Davvero lo desideriamo?

 

Qualche domanda per noi…

  • Abitualmente nelle nostre scelte ci lasciamo motivare principalmente dall’ amore, oppure a prevalere sono la convenienza o la paura?
  • Quando incontriamo incomprensioni o conflittualità ci lasciamo prendere dalla rabbia, oppure sappiamo fermarci per cercare il dialogo, ed una migliore comprensione?