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Comunità OFM Convento Eremo S. Felice - Cologna Veneta (VR)

Eremo San Felice

III Domenica di Quaresima Anno A

2026-03-07 20:42

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Riflessioni,

III Domenica di Quaresima Anno A

8 marzo 2026 Es 17,3-7   Sal 94   Rm 5,1-2.5-8   Gv 4,5-42  COSA DESIDERA IL TUO CUORE? Dopo il tema della luce della seconda domenica di Quaresima, o

8 marzo 2026

 

Es 17,3-7   Sal 94   Rm 5,1-2.5-8   Gv 4,5-42

 

 

COSA DESIDERA IL TUO CUORE?

 

Dopo il tema della luce della seconda domenica di Quaresima, oggi al centro della liturgia troviamo quello dell’acqua, in cui la notte di Pasqua, durante il rinnovamento del battesimo nella solenne veglia pasquale, saremo idealmente immersi.

Le nostre seti, i nostri desideri.

Il tema dell’acqua invita a riflettere sulle nostre seti, cioè sui nostri desideri. Quali sono i desideri presenti nel nostro cuore? Di cosa abbiamo sete? Quali ricerche caratterizzano la nostra vita? In quale misura sono orientate all’amore dei fratelli, e di Dio? Sono domande che non dovremmo mai finire di esaminare. Abbiamo bisogno di rimanere aperti all’invocazione dello Spirito per essere purificati e crescere ogni giorno nella verità, nell’amore e nella luce…

La lettura dell’Esodo è un esempio bello dell’educazione dei desideri cui Dio invita il popolo. L’obiettivo della Quaresima è risvegliare in noi la nostalgia, e la sete dell’incontro con Dio nel suo figlio Gesù che nel vangelo di S. Giovanni ci viene presentato come acqua viva (Gv.4,10).

Sono tutti temi che rivivremo durante la veglia pasquale, attraverso la liturgia battesimale, e che vengono offerti adesso per prepararci ad un rinnovo gioioso e consapevole del battesimo. Così questa domenica ci orienta già al bagno ricreatore dello Spirito della notte di Pasqua.

 

Siamo aiutati dalla preghiera colletta a tracciare la traiettoria delle tre letture: O Dio, sorgente della vita, tu offri all’umanità riarsa dalla sete l’acqua viva della Grazia che scaturisce dalla roccia, Cristo Salvatore (prima lettura e vangelo) concedi al tuo popolo il dono dello Spirito (seconda lettura) perché sappia professare con forza la sua fede, e annunci con gioia le meraviglie del tuo amore.

 

La sete

La mancanza di acqua durante la traversata del deserto trascina il popolo d’Israele in un tempo difficile di povertà e carestia… La presenza d’acqua invece cancella l’arsura, disseta, ed assicura la vita. In nessun altro luogo come nel deserto si sperimenta e comprende quanto il dono dell’acqua sia vitale! Essa è davvero vita e come tale è dono di Dio! Dio aveva già donato a Mosè il bastone col quale aveva percosso il Nilo (Es.7,19) ma ora gli ordina di percuotere con esso la roccia del deserto, da cui scaturisce l’acqua!

Naturalmente l’uomo non soffre solo della sete fisica, ma di tante altre seti! Pertanto, è facile leggere il segno dell’acqua come un simbolo efficace di quel senso della vita di cui tutti abbiamo bisogno per vivere bene la nostra vita con amore, gioia ed impegno sempre rinnovati!

 

Roccia e sorgente

Per questo possiamo leggere in quest’ottica l’episodio descritto oggi da Giovanni, in cui vediamo Gesù stanco ed assetato, seduto presso il pozzo di Giacobbe, che chiede acqua alla samaritana e che, mentre lo fa, offre però contemporaneamente se stesso come l’unico davvero capace di donare, a lei come a tutti, l’acqua vera, quella viva, che zampilla e dona vita eterna…

Chiedendo un bicchiere d’acqua Gesù insomma offre in realtà la sua acqua, cioè sé stesso, la sua persona.  Facendolo egli contemporaneamente pone fine al dissidio fra giudei e samaritani (nemici tradizionali, da sempre) infrangendo la barriera delle separazioni, degli steccati e delle apartheid presenti nel mondo! Ci viene rivelato così come il valore universale della solidarietà umana possa superare ogni muro, ed unire le persone fra di loro! Chiedere aiuto ad un estraneo è la via migliore per disporlo, oltre che a donare, anche a ricevere qualcosa da noi! Si tratta della preziosa legge della reciprocità!

È il vangelo stesso a suggerire che se la samaritana avesse saputo chi era che le chiedeva acqua i ruoli si sarebbero invertiti e lei stessa avrebbe chiesto acqua da bere (v.10). Quel giudeo che chiedeva da bere era infatti l’unico che poteva donarle l’acqua viva quello che davvero soddisfa radicalmente tutte le nostre seti umane, compreso il bisogno più profondo di ognuno di noi: quello di trovare il senso profondo della nostra vita, quello cui è legata la gioia di vivere!

 

Gesù acqua viva

I fraintendimenti nel dialogo permettono a S. Giovanni di mostrarci come sia la persona stessa di Gesù l’acqua viva, cioè la definitiva e compiuta Rivelazione di Dio. Egli non solo rischiara per tutti gli uomini il senso della vita, ma dona anche a tutti gli uomini la vita, quella vera (l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente d’acqua zampillante per la vita eterna v.14). Mentre la donna attinge acqua stagnante dal Pozzo Gesù, infatti, offre una sorgente straordinaria da cui sgorga perennemente un’acqua freschissima che zampilla per la vita eterna. In questo modo Gesù non solo risolve la crisi di senso umana, ma contemporaneamente guida a nuove scoperte di senso.

Se ci riflettiamo è davvero così: solo quando le nostre crisi iniziano a divenire (attraverso i passaggi di un’umile supplica, una ricerca appassionata, ed una progressiva intuizione di nuove luci, e nuovi significati) solo allora le nostri seti ed ansietà iniziano a placarsi e, contemporaneamente, la nostra vita inizia a riacquisire nuovo valore, sapore, e spessore, non solo per noi, ma anche per gli altri, a cominciare da chi ci è più prossimo, e noi ci sentiamo proiettati verso l’orizzonte della vita eterna!

 

L’ora messianica

Forse consiste proprio in questo quell’adorazione in Spirito e verità (v.24) che è più che un semplice culto interiore coerente, ma anche un rinnovamento che, irrompendo nell’uomo, lo fa diventare sempre più autenticamente Figlio di Dio! La samaritana avrebbe probabilmente voluto rinviare all’infinito l’incontro col Messia… invece per lei, così come anche per noi l’ora messianica dell’incontro col Figlio del Padre è già scoccata, ed è questa…!

Riflettiamo e preghiamo su come Gesù si presenta: Sono io che ti parlo, il Messia (Gv 4,26).