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Comunità OFM Convento Eremo S. Felice - Cologna Veneta (VR)

Eremo San Felice

III Domenica di Pasqua Anno A

2026-04-19 07:18

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Riflessioni,

III Domenica di Pasqua Anno A

19 aprile 2026 At 2,14.22-33   Sal 15   1Pt 1,17-21   Lc 24,13-35  RESTA CON NOI! Non sono poche le false idee che abbiamo in merito al tema della con

19 aprile 2026

 

At 2,14.22-33   Sal 15   1Pt 1,17-21   Lc 24,13-35

 

 

RESTA CON NOI!

 

Non sono poche le false idee che abbiamo in merito al tema della conversione. Una è ad esempio pensare che riguardi solo chi vive vari disordini morali, oppure la pensiamo in termini d’impegno faticoso, o come qualcosa che avviene tutta in una volta. Il cammino dei due di Emmaus, così come lo descrive Luca oggi ci testimonia invece ben altro.

Ci dice intanto come sia una realtà che riguarda tutti, anche i discepoli! La conversione dei due di Emmaus è alla fede pasquale; non vi è dunque solo la conversione morale, ma vi è anche una preziosa conversione della fede. L’episodio di Emmaus ci dice come essa avvenga attraverso diversi passaggi. Il primo inizia con l’espressione di sé: il Cristo unendosi ai due pellegrini li invita per prima cosa ad esprimere il loro stato d’animo di scoraggiamento, non stemperato dal fatto che “alcune donne delle nostre sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli”.

Il secondo è dato dal forte richiamo con cui Gesù li invita ad ascoltare le parole dei profeti, cioè occorre sempre rifarsi alla Parola di Dio: solo così infatti si riceve la luce.

Il terzo è il momento in cui Gesù se ne vuole andare. L’espressione “fece come se dovesse andare più lontano” (v.28) è alquanto dura. Gesù non faceva finta: la sua non era solo una minaccia, ma un’intenzione reale. Se i due non avessero insistito, se ne sarebbe proprio andato. Oltre ad essere un grande educatore, Gesù è infatti anche molto rispettoso: non rimane lì dove non è invitato! “Resta con noi perché si fa sera!” è la terza tappa della conversione: la perseveranza nella ricerca. Siamo anche noi così ostinati nella nostra ricerca spirituale e di fede? A volte abbiamo qualche buona intuizione, magari abbiamo fatto una bella esperienza, abbiamo sentito delle cose che ci hanno colpito. Sì, forse è anche vero che Dio esiste, ma chi lo conosce davvero? Chi sa come stanno le cose? Se tutto resta a questo livello, non camminiamo di certo..!  Occorre imparare dai due di Emmaus ed insistere con ostinazione: “E’ notte, non te ne andare, resta con noi…” Non gli permettono di andarsene: “E’ intollerabile che Tu te ne vada, come potremmo fare esperienza viva di Te?”

Noi siamo lenti a credere perchè diamo fiducia a troppe cose: ci distraiamo, guardiamo a destra e sinistra, e nulla mai ci convince. Forse non desideriamo nemmeno di venire convinti da qualcosa! Il primo passo è desiderare davvero che Lui rimanga con noi “Rimani qui, accompagnami, perchè io inizi ad intuire la qualità della Tua presenza…” Quanto tempo perdiamo prima di prendere consapevolezza che l’unica certezza sta nell’essere con Lui ascoltandolo, e parlandogli. Quanto tempo ho perso, e quanto tempo sto perdendo, Signore, sono lento e tardo di cuore, ma Tu rimani qui, accompagnami…

A tavola poi consumarono la cena condividendo il pane con Lui “Allora si aprirono i loro occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì alla loro vista” (v.31). E’ il quarto importante passo. Gesù opera la conversione dei discepoli con i gesti del dono di sé e della comunione. Spezzando il pane ricorda loro la sua Passione, e condividendo il pane mostra come essa fosse stata interamente un dono d’amore!

A quel punto i due discepoli tornano in fretta a Gerusalemme compiendo il quinto passo della loro conversione: il ritrovato senso della comunione fraterna. Se nel momento del dramma tutti se ne erano andati per loro conto, tornando a Gerusalemme si ritrovano in comunità!

Il culmine dell’episodio è tutto improntato alla gioia, alla speranza, all’amore, all’annuncio della Buon Notizia. Possiamo considerare questa gioia, luce ed amore come il sesto e ultimo passo della conversione pasquale in cui diviene chiaro come la passione e morte di Gesù non siano state una sconfitta ma un dono ed una vittoria a nostro vantaggio!

Non ci ardeva forse il cuore nel petto? dicono i due di Emmaus. Il messaggio è come occorra custodire gelosamente nel cuore quanto ci dona la sensazione che la vita sia diversa da come spesso la vediamo. Si fa notte e torna il giorno, ed il cuore ci istruisce, come dice il Salmo oggi anche di notte il mio animo mi istruisce (Ps.15 ,7) Il nostro cuore ci istruisce anche di notte.

Il passaggio centrale è dall’essere lenti e tardi, distratti ed ostinati, all’avere un cuore che arde: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto?” (v.33). Che cosa impedisce al nostro cuore di ardere? Occorre credere in ciò che ci fa ardere il cuore, in ciò che abbiamo di più profondo nell’anima.

Infine…resta con noi! Il Cristo ha spiegato già tutto, ma ora attende d’essere invitato. Non può imporre la sua presenza. La cosa più importante ormai è ripetere “resta con noi, non andartene perché il mio cuore mi parli di te, e possa ardere in me un fuoco d’amore inestinguibile”.

Siamo tutti tardi di cuore, non comprendiamo che l’unica cosa che serve è donarci completamente a Lui: per questo gioisce il mio cuore ed esulta la mia anima (Salmo 15).

 

Abbiamo questa gioia ed esultanza? Abbiamo collocato il nostro cuore nella roccia del Suo amore? Ci doni il Signore in questo tempo pasquale la grazia di poter ripetere col salmista: Io pongo davanti a me il Signore, sta alla mia destra non potrò vacillare.