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Comunità OFM Convento Eremo S. Felice - Cologna Veneta (VR)

Eremo San Felice

XVI Domenica de Tempo Ordinario Anno A

2026-07-18 18:05

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Riflessioni,

XVI Domenica de Tempo Ordinario Anno A

19 luglio 2026 Sap 12,13.16-19 ; Ps. 85 ;  Rm 8,26-27 ; Mt. 13,24-43 COME LIEVITO Quella odierna, del grano e della zizzania è, tra le molte che ci so

19 luglio 2026

 

Sap 12,13.16-19 ; Ps. 85 ;  Rm 8,26-27 ; Mt. 13,24-43

 

COME LIEVITO

 

Quella odierna, del grano e della zizzania è, tra le molte che ci sono famigliari fin da fanciulli, una di quelle pagine evangeliche che sono più note e care al nostro cuore! Chissà quante volte tutti noi l’abbiamo ascoltata e letta, sia durante la nostra formazione catechistica, sia in tante celebrazioni ed occasioni liturgiche! Domandiamoci: quale effetto produce nel nostro cuore? Quali frutti vogliamo ricavare da un rinnovato ascolto e lettura? In essa il cuore dell’uomo è descritto come un campo in cui cresce di tutto; in effetti sia la Chiesa e la comunità cristiana, sia il mondo, sono paragonabili ad un campo in cui può crescere un po' di tutto, sia il bene vissuto e prodotto da tante persone buone, che il male vissuto e prodotto da tante persone cattive…

 

Infatti, sebbene Dio semini sempre e solamente semente buona nel cuore e nel mondo degli uomini, tuttavia durante la notte, profittando del buio, della fragilità e della stanchezza degli uomini, profittando di quando le nostre difese si abbassano, del momento in cui diveniamo meno vigilanti, o siamo colti dal sonno, il Nemico se ne approfitta per seminare il male: cioè i dubbi, le diffidenze, i sospetti reciproci, le competizioni fra di noi, gli interessi personali egoistici... A causa di questo viene meno la piena consapevolezza dei nostri sentimenti e pensieri interiori e ci diventa difficile deciderci perché perdiamo quella chiarezza immediata e lineare che precedentemente ci pareva possedere.

 

A causa di questa confusione, e del confine tanto sottile che a volte separa il bene dal male, occorre non essere precipitosi nelle nostre scelte per non rischiare di strappare, insieme al male, anche i germogli di bene che stanno spuntando nel campo del cuore! In buona sostanza il messaggio evangelico ci invita a non pensare sempre facile ed immediato il comprendere quale sia il vero bene da seguire! Non è cosa semplice riuscire ad intuire e valutare se, e in qual misura, sia bene fidarsi di qualcuno o di qualche suggerimento che ci è stato dato…! D’altronde non è immediato neppure comprendere quali siano le ispirazioni buone e da seguire che nascono nel nostro cuore, e quali invece faremmo bene a lasciar cadere… Insomma la realtà è sempre complessa e di non facile decifrazione.

 

Nel famoso mito di Troia, i Greci avevano lasciato alle porte di Troia il cavallo di legno, che poteva apparire davvero come un regalo degli dei! Sebbene qualche saggio ed avveduto troiano, come Laocoonte, si fosse provato a mettere in guardia i concittadini, essi non si fidarono, e quel cavallo anzichè un dono divino si rivelò la rovina della città! Quante volte, ahimè, anche noi lasciamo entrare nel cuore nell’anima, varie ispirazioni che si riveleranno disgraziati cavalli che segneranno tanti nostri mali!

 

Anche la persona più materialista, infatti, spera sempre di fare quell’incontro risolutivo della propria vita, e si augura che questo avvenga anche attraverso scelte che in seguito però si rivelano ingannatorie e deludenti…! A volte siamo stati avventati, o forse non abbiamo ascoltato bene, oppure ci siamo lasciati persuadere dall’apparenza…tanti possono essere i motivi d’inganno e di auto-inganno!

In ultima analisi la parabola del grano e della zizzania ci lascia con tre insegnamenti che possiamo far nostri…

 

Il primo riguarda la necessità d’imparare a fare discernimento prima di fare delle scelte. Per imparare a distinguere le ispirazioni di Dio dalle idee passeggere, o solo umane, occorre però fermarsi e darsi del tempo per entrare in contatto con se stessi ed aprirsi alla grazia! Questa preoccupazione può apparire banale, ma se osserviamo come oggi siamo tutti pressati dall’attesa di risposte immediate, comprenderemo la disabitudine a prendersi tempo, ed il concomitante aumento di decisioni fuori luogo.

Non dico che si possa sempre attendere! Il grano e la zizzania si riveleranno per quello che sono, ma che quello del discernimento è il tempo necessario per una decisione sapiente, matura e non bruciata o affrettata da ansie fuori controllo….

 

Il secondo insegnamento ci dice come il discernimento sia un po' il cuore della nostra vita di fede, in quanto apertura al riconoscimento della presenza di Dio nella nostra vita!

Non è infatti sempre chiaro come la presenza di Dio in mezzo a noi sia discreta, umile, silenziosa, mai eclatante. La presenza di Dio la si riconosce nella piccolezza, nell’umiltà, nelle piccole cose.

Dio rifugge l’ostentazione, le manie di grandezza, la visibilità e preferisce piccolezza e semplicità. Tutti noi saremmo portati a cercare il successo delle nostre iniziative, mentre invece Gesù ci indica la piccolezza del seme buono che cresce giorno per giorno. Purtroppo noi ci fidiamo più delle nostre scelte che non dell’intervento della Grazia di Dio, e puntiamo molto più sulle misure e decisioni che prendiamo noi! Ma proprio lì Dio rischia di essere assente! L’esperienza di Elia nel deserto dovrebbe ricordarci sempre che Dio era presente proprio in una voce di silenzio e non nel terremoto!

 

Il terzo ed ultimo insegnamento è come il vero bene ami sempre il nascondimento. Tale insegmento ci viene veicolato attraverso il simbolo del lievito: come il lievito, anche le scelte di bene fanno crescere la vita, ma poi (come il lievito) spariscono. Del lievito tu vedi gli effetti, ma lui scompare. Quante volte invece noi siamo tentati da un certo esibizionismo: quante volte facciamo il bene con la segreta speranza d’essere visti, più che per la passione del bene in sé stesso! Le nostre tendenze egocentriche e narcisisite non riconosciute guastano l’efficacia evangelica del nostro agire. Quando siamo preoccupati che il nostro bene sia visibile, infatti, distruggiamo in esso quella presenza di Dio che pure dovrebbe esservi, per lasciarvi solo la presenza del nostro “io”….

Anche quest’ultimo insegnamento ci richiama come il silenzio e la preghiera siano necessari non solo per aiutarci a trovare Dio ma anche per esprimerne la sua misteriosa presenza d’amore, credibile solo all’interno di scelte tanto umili quanto ben maturate nell’anima….

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